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Inserita il: 20/03/2010

Prima giornata di “Colloquia”: interventi culturali di alto livello e grande successo di pubblico

Molto apprezzati l´incontro con Antonio Caprarica e Attilio Romita e la conversazione in teatro di Alessandro Bergonzoni
Grandi personaggi e interessanti relazioni sin dalla prima giornata di "COLLOQUIA - Festival delle Idee", il ciclo di incontri con i grandi protagonisti della Cultura italiana e internazionale, in corso a Foggia grazie all´organizzazione della Fondazione Banca del Monte "Domenico Siniscalco Ceci", della Biblioteca Provinciale "Magna Capitana" e dell´Amministrazione provinciale di Foggia.
Ad aprire la manifestazione, nell´Auditorium della Biblioteca provinciale di Foggia, il Presidente della Fondazione Banca del Monte, avv. Francesco Andretta, e la Vice-presidente della Provincia, avv. Maria Elvira Consiglio, che hanno sottolineato l´impegno delle due istituzioni alla ricerca della qualita´ nella scelta degli ospiti e dei temi, per stimolare il dibattito culturale sul territorio: il tema di quest´anno “Evoluzione, involuzione, metamorfosi” lascia spazio a riflessioni profonde sotto diversi aspetti, tutti comunque legati all´attualita´ e allo sviluppo della societa´ globale.
Il saluto dell´Ordine dei Giornalisti e´ stato portato dal Consigliere Nazionale, il barese Michele Partipilo, gia´ Presidente dell´Ordine di Puglia. “Appuntamenti culturali del genere”, ha detto Partipilo, “hanno importanza di per sé, sia per lo spessore degli ospiti, sia per gli argomenti scelti. L´incontro iniziale, incentrato su una particolare forma di comunicazione come il giornalismo, permette di affrontare un tema, al centro di fortissime polemiche in questi giorni, con protagonisti tra i piu´ autorevoli. Ho la sensazione che nella comunicazione di oggi, ci siano molti che parlano e pochi che sono disposti ad ascoltare: un problema che affligge anche il giornalismo, soprattutto quello televisivo. Parlarne in occasioni come questa e´ utilissimo, soprattutto per ritrovare la dimensione piu´ importante delle nostre regole professionali: quella della garanzia del pubblico di una informazione limpida, trasparente, corretta e veritiera”.
E, in effetti, i presupposti di un´analisi qualificata c´erano tutti, visti i primi due protagonisti di “Colloquia”, i giornalisti Antonio Caprarica e Attilio Romita.
Ambedue pugliesi di origine, i volti noti della tv di stato stanno percorrendo una brillante carriera giornalistica ed hanno potuto mettere in luce –forti di un osservatorio privilegiato- segreti, trucchi, vizi e virtu´ del mondo della comunicazione, del piccolo schermo come della carta stampata.
Le domande di Romita hanno dato spunto al racconto di Caprarica che ha ricordato, in apertura, i primi anni da commentatore politico dell´Unita´ e l´immagine di un Aldo Moro, autorevolissimo leader politico e al tempo stesso molto mite reso umano da comunissime debolezze: “Era molto freddoloso”, ricorda, “vestito spesso di un impermeabile foderato di lapin per riscaldarsi. Era anche molto attento alla salute: quindici giorni prima di essere rapito, nel chiuso di un´assemblea dei gruppi parlamentari, lo vidi preoccupatissimo per aver dimenticato a casa un farmaco per l´ipertensione. L´idea di una persona impegnata in attivita´ cosi´ quotidiane, che dopo due settimane e´ stato rapito per poi essere ucciso, ancora mi commuove: da´ la misura della tensione che regnava in quegli anni, quando la vita di tutti i giorni poteva trasformarsi in una tragedia come quella di Moro”.
Caprarica ha tratteggiato anche altri passi del suo excursus giornalistico, come il passaggio dal giornale alla tv, le corrispondenze dal Medio Oriente e da Londra e la piu´ recente esperienza alla guida di Radio Uno, ricca di programmi di qualita´ e successi di ascolto.
“Falstaff e la ‘burla´ dei media, ovvero il giornalismo come melodramma”: cosi´ Caprarica ha voluto intitolare il suo intervento.
“L´idea mi e´ venuta in mente”, ha raccontato, “vedendo il ‘Falstaff´ verdiano in una recente rappresentazione all´Opera di Roma. E´ un po´ la rappresentazione del giornalismo moderno, specie quello TV: un gioco di specchi in cui nulla appare com´e´”.
Caprarica ha stigmatizzato la raffica quotidiana di “commedie posticce” che arriva dalla televisione pubblica e privata coi reality, ma anche paradossalmente, dai notiziari.
La perdita di senso che affligge il mondo moderno, ed in particolare il linguaggio, i concetti, le istituzioni tradizionali che governano ancora la nostra vita, si rispecchiano nell´informazione contemporanea.
La televisione, che ha avuto l´effetto di “rimpicciolire il mondo”, di portarci in casa notizie da luoghi lontanissimi, ha accelerato la modernita´ ma ha acquisito un difetto di fondo: l´adozione di forme di rappresentazione mutuate dalla fiction.
“I servizi giornalistici”, ha sottolineato Caprarica, “sono rappresentazioni della realta´, non la realta´ stessa. Gia´ nella selezione delle immagini da mandare il giornalista e´ guidato dallo stesso ‘istinto drammaturgico´ di un autore di fiction”. A riprova, il giornalista ha raccontato di quel collega che, confinato in un albergo di Kuwait City, per fingere di raccontare dal deserto le fasi della prima guerra del golfo, aveva ricostruito nel giardino una finta duna.
Difetti che attengono anche ad altre forme di comunicazione. “Oggi”, ha aggiunto, “l´informazione politica e´ diventata per una parte ‘marketing politico´: uno scandalo. I personaggi e le idee venduti come prodotti da mercato! Perche´ credete che abbia vinto Obama le elezioni americane? Perche´ dopo 200 anni di razzismo, negli U.S.A. la gente si e´ svegliata piu´ buona? No: semplicemente perché ha impiegato mezzo miliardo di dollari in pubblicita´ elettorale”.
“Oggi c´e´ un bombardamento di messaggi e di informazioni”, ha denunciato Caprarica “Ormai captiamo solo il suono del messaggio, non piu´ il suo contenuto. La comunicazione, in tv e´ ormai governata dall´urlo: si grida nel tentativo di rendere il proprio messaggio se non piu´ intellegibile, piu´ memorabile.
Caprarica ha anche toccato il tema della censura e dell´ipocrisia che guida certi provvedimenti, come l´allontanamento di Morgan da San Remo, dove sarebbe apparso in tutto per un quarto d´ora, per poi invece essere ospitato a porta a porta e avere uno spazio di tre ore.
Caprarica ha concluso parlando degli effetti negativi dell´eccessiva presenza dei politici sul piccolo schermo e della anomalia costituzionale che prevede in Italia il controllo sul sistema radiotelevisivo pubblico. “E´ un caso praticamente unico al mondo: solo in Francia c´e´ una situazione analoga. Se non avremo la garanzia di un´informazione libera e indipendente, eticamente affidabile e responsabile, la vita sara´ sempre piu´ difficile nel nostro Paese”.
Una vera e propria lezione di giornalismo, ricca di affascinanti ed istruttivi aneddoti, che e´ stata accolta con grande favore dal numeroso pubblico intervenuto.

La serata di “Colloquia”, ambientata in un Teatro del Fuoco gremito in ogni ordine di posti, e´ stata dedicata ad un incontro con il pubblico di Alessandro Bergonzoni, incentrato sul tema “L´arte dell´inconcepibile”. Il noto attore comico bolognese ha elogiato l´iniziativa di un “Festival delle idee”, un´occasione di dibattito e di promozione della Cultura come ce ne sono troppo poche oggi.
Con il suo solito stile arguto e pungente, Bergonzoni ha giocato con le parole, suscitando spesso ilarita´ ma stimolando sempre alla riflessione su temi importanti, come la necessita´ di approfondimento e indagine sul senso profondo della realta´ contemporanea.
“Sono per la chirurgia etica: rifacciamoci il senso”, ha scherzato Bergonzoni, per indicare l´importanza di un contrasto all´attuale pochezza culturale di tante trasmissioni televisive, come i reality o certi dibattiti “gridati” della domenica pomeriggio.
“Subiamo troppi delitti contro la nostra intelligenza e non dobbiamo. Il problema se lo poneva anche Shakespeare ‘Subi´ or not subi´´”, ha scherzato ancora.
“Abbiamo bisogno di una legittima difesa culturale” ha concluso Bergonzoni, riferendosi sempre allo scarso livello intellettuale del panorama televisivo e dell´informazione in Italia e invitando tutti al recupero della capacita´ di analisi e del coinvolgimento dell´anima nel processo di ricerca del senso delle cose.

La seconda giornata di “Colloquia”, oggi, all´auditorium della Biblioteca provinciale di Foggia prevede altri importanti protagonisti della vita culturale italiana ed internazionale.
Alle 10, Luca Serianni, Docente di Storia della lingua italiana all´Universita´ “La Sapienza” di Roma, parlera´ de “La Lingua italiana oggi nella scuola e nella societa´”.
Alle 11 tocchera´ a Romano Luperini, Docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all´Universita´ di Siena
Che terra´ una relazione sul tema "Fare critica letteraria e insegnare letteratura italiana oggi".
A moderare, e´ chiamata la giornalista Antonella Caruso, corrispondente da Foggia del Corriere del Mezzogiorno.
Nel pomeriggio, si riprende alle 17, Khaled Fouad Allam, Docente di Sociologia del mondo islamico all´Universita´ di Trieste, parlera´ di “Una filosofia del ‘Come vivere insieme´ nella societa´ gobale”.
Alle 18, a Padre Gianfranco Grieco, Capo Ufficio del Pontificio Consiglio per la Famiglia e Direttore della Rivista “Familia et Vita” sara´ affidata un´altra importante relazione sul tema “Famiglia e vita: una proposta di fede”.
A moderare, il redattore del Tg3 Puglia Costantino Foschini.

Non sara´ presente, invece, per il concomitante impegno di partito della manifestazione di Roma, la giornalista Fiamma Nirenstein, Vice Presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera, che avrebbe dovuto parlare di “Israele: l´etica di una religione o di un popolo?"
 
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