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Inserita il: 03/11/2010

Presentato stamattina il progetto "La memoria perduta. La memoria ritrovata"

La prima iniziativa di studio scientifico di un ipogeo del centro storico foggiano Inaugurati ufficialmente, questa mattina, i lavori del progetto “La memoria perduta. La memoria ritrovata”, l´iniziativa di indagine e valorizzazione degli ipogei del centro storico di Foggia promossa dal consorzio di associazioni foggiane “Giu´ la testa” e dalla Fondazione Banca del Monte “Domenico Siniscalco Ceci”, con il coordinamento scientifico del Dipartimento di Scienze Umane dell´Universita´ di Foggia.

Il consorzio “Giu´ la testa” e´ composto da Sertur Consulting s.r.l, Cooperativa Sociale Scurpiddu, Studio Stasolla, Centro Studi “Giovanni Scillitani”, Associazione di artisti POCS-Project for Open and Closed Space Scultpure Association, Prometeo-Agenzia Formativa e si e´ costituito a Foggia per sostenere iniziative sia pubbliche che private volte alla tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale sotterraneo.

Il progetto presentato stamattina prevede che da domani e per venti giorni, un gruppo di archeologi della societa´ di “spin-off” dell´Universita´ di Foggia, la “Archeologica”, effettuera´ scavi e rilievi in un ambiente di circa 12x4,5 metri che si trova a qualche metro sotto il livello di piazza De Sanctis, davanti alla Cattedrale di Foggia.

L´ipogeo venne scoperto casualmente negli anni ´30, quando un crollo fortuito rivelo´ alle autorita´ dell´epoca uno scorcio imprevisto della storia antica cittadina. Non si determino´ mai l´origine di quello che appariva un tratto di galleria, opera di discreto pregio architettonico. Da allora, venne lasciato un accesso all´ambiente ma non vennero piu´ condotte indagini.

La presentazione di questa mattina e´ avvenuta in uno spazio all´aperto, allestito davanti ad un bar che e´ a qualche metro dal cantiere di accesso all´ipogeo.
Ad illustrare il progetto, l´ideatrice, Ester Fracasso, anima del consorzio “Giu´ la testa”, fondato quest´anno dopo un paio di manifestazioni realizzate negli anni passati in collaborazione con il Comune per divulgare l´importanza culturale degli ambienti sotterranei che costellano il cuore storico di Foggia.

“Valorizzare il nostro sottosuolo”, ha puntualizzato Ester Fracasso, “e´ un modo per far riscoprire ai Foggiani le loro radici, di farli riavvicinare alla propria storia, per conoscere ed amare di piu´ la loro citta´”. Una filosofia di intervento che ha mosso tutto il progetto e che ha spinto gli ideatori a prevedere un´interazione costante non solo con la stampa, ma anche con i passanti che quotidianamente passeranno accanto al cantiere di scavo. “Abbiamo allestito questionari per conoscere le sensazioni e i racconti dei cittadini sulla storia di Foggia”, ha spiegato la responsabile del progetto, “ma in piu´ abbiamo uno schermo che proiettera´ in superficie, minuto per minuto, tutti i lavori che gli archeologi svolgeranno nell´ipogeo”.
Una volonta´ comunicativa importante per coinvolgere la cittadinanza, ma anche i giovani sono al centro dell´attenzione dei promotori: sono previste visite delle scolaresche degli istituti del centro storico, a seguito delle quali gli alunni trasferiranno su carta le loro impressioni e idee sugli ipogei e la loro importanza nella storia della citta´.

“Di cose dimenticate sulla storia di Foggia”, ha detto il Presidente della Fondazione Banca del Monte, avv. Francesco Andretta, “si potrebbero riempire interi cataloghi. Il problema e´ che ci sono anche molte cose sconosciute sul nostro passato. Tra queste, la genesi e la funzione degli ipogei del centro storico di Foggia, che speriamo di rivelare grazie a questa iniziativa”.
“Non mi dilunghero´”, ha concluso Andretta, “a ricordare il grande impegno che la Fondazione profonde per conservare e valorizzare la cultura e i beni storici di Foggia, con mostre, convegni e pubblicazioni. Vorrei solo sottolineare che la nostra non e´ solo un´organizzazione che eroga fondi su iniziative altrui, ma uno dei motori culturali del territorio: preferiamo partecipare all´ideazione dei progetti ed essere noi stessi i promotori, garantendo la loro qualita´ e il loro principio ispiratore, oltre a sostenerne economicamente la realizzazione”.

La qualita´ dell´impegno della Fondazione e´ stata confermata anche dal prof. Giuliano Volpe, Rettore dell´Universita´ di Foggia, che si occupera´ dell´aspetto scientifico del progetto. “La Fondazione”, ha ricordato Volpe, “come l´Universita´, sta da tempo lavorando a un´idea complessiva del recupero del centro storico cittadino che prevedono la valorizzazione del suo asse principale, Via Arpi, in una strada della Cultura, delle Arti e della Storia. La filosofia di fondo e´ proprio quella di far ritrovare ai cittadini l´orgoglio di appartenenza. Per questo” ha aggiunto, “ho subito approvato in pieno la scelta simbolica di operare in pieno centro, nella piazza antistante la Cattedrale che e´ simbolo stesso della citta´ e della sua origine”. Volpe ha ricordato che e´ in corso –per una collaborazione tra Comune e Universita´- il rilievo di tutti gli ipogei del centro storico, finanziato dall´Autorita´ di Bacino per monitorare il rischio sismico nell´ambiente urbano di Foggia. Il nuovo scavo si interseca con questa iniziativa e permettera´ di conoscere meglio le antichita´ di Foggia. “Ci aspettiamo buoni risultati”, ha concluso Volpe, “visto che gia´ lo scorso anno, durante una visita esplorativa dell´ambiente sotterraneo, raccogliemmo in superficie, senza neppure scavare, frammenti ceramici databili dal XIV al XIX secolo e identificammo le tracce di un pozzo e di una fossa granaria. Effettueremo indagini stratigrafiche ma anche prelievi microrganici che serviranno a capire le epoche in cui la struttura fu realizzata e il suo impiego nei secoli”.

A chiudere la presentazione, l´Architetto Michele Stasolla, il cui studio fa parte del Consorzio. Stasolla, che ha esperienza di altri interventi di valorizzazione del patrimonio storico-architettonico cittadino, ha messo in rilievo la novita´ di un cantiere di cui e´ stato curato anche l´aspetto estetico: e´, infatti, circondato da un cubo bianco decorato per sembrare un i-pod (anzi, e´ stato chiamato I-pog, come inizio della parola “ipogeo”), il cui schermo proiettera´ le immagini dei lavori della equipe di archeologi e, attraverso scritte a scorrimento, raccontera´ l´andamento e i risultati degli scavi. “Sara´ un cantiere che mette in contatto i cittadini con la loro storia”, ha detto Stasolla, “invece di separarli dall´area di lavoro come capita abitualmente”.

Oltre che attraverso l´informazione multimediale, l´andamento dei lavori sara´ documentato con gli strumenti tradizionali di comunicazione con le testate giornalistiche. Il 30 novembre e´ gia´ previsto un incontro di chiusura dei lavori, durante il quale verra´ dato conto dei primi risultati della campagna di scavo che si propone come la prima di una serie di iniziative di valorizzazione del patrimonio ipogeico della citta´ di Foggia.
 
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