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Inserita il: 18/12/2010

Presentati alla stampa il Fondo e la mostra dedicati alle opere di Alfredo Bortoluzzi

Le prime iniziative per valorizzare il "corpus" delle opere su carta dellŽartista, acquisito dalla Fondazione foggiana
Si eŽ svolta questa mattina, nella sede della Fondazione Banca del Monte “Domenico Siniscalco Ceci” di Foggia, la presentazione alla Stampa del Fondo delle opere in carta di Alfredo Bortoluzzi, che questo pomeriggio viene parzialmente illustrato al pubblico attraverso lŽinaugurazione della mostra intitolata "Personae: autoritratti, ritratti e maschere - 1924-1995".

In esposizione, fino al 9 gennaio prossimo, nella sala di Via Arpi 152, 103 lavori dellŽartista italo-tedesco, formato alla Scuola del Bauhaus e trasferitosi negli anni Ž50 sul Gargano, a Peschici, dove moriŽ.
Ad illustrare lŽiniziativa, sono stati il Presidente della Fondazione, avv. Francesco Andretta, e i curatori del Fondo e della mostra, Guido Pensato e Gaetano Cristino.

“Quella di stasera”, ha esordito il Presidente Andretta. “eŽ molto di piuŽ dellŽinaugurazione di una mostra che, giaŽ di per sé, avrebbe un grande valore culturale. Intanto, eŽ la prima volta in assoluto che la Fondazione presenta opere di sua proprietaŽ. E poi si tratta dellŽufficializzazione di una nuova realtaŽ: il Fondo Bortoluzzi, che la Fondazione ha costituito acquisendo la gran parte delle opere realizzate su carta, con tecniche e materiali diversi, dal grande artista. A custodirle, finora, era stato Domenico Mazzone, di Peschici, che eŽ stato vicino a Bortoluzzi negli ultimi 15 anni della sua vita ed eŽ divenuto suo erede. Oggi cominciamo a mettere in mostra 103 lavori dellŽartista, con un filo conduttore che ci ha permesso di compiere una selezione tra i 600 acquisiti. Assieme ai curatori, Cristino e Pensato, abbiamo scelto una presentazione distribuita nel tempo e tematizzata: saranno tre, secondo le nostre intenzioni e verranno accompagnate da ‘QuaderniŽ che fungeranno da catalogo ma racconteranno anche Bortoluzzi uomo ed artista. Un mezzo utile anche alla comunicazione a livello nazionale ed internazionale dellŽesistenza del Fondo e del suo valore culturale”.

PercheŽ e come sia nato il fondo lo ha spiegato Guido Pensato. “EŽ la testimonianza dellŽavventura umana ed artistica di Bortoluzzi”, dice, “infatti, in questi tre anni in cui lŽidea eŽ maturata e si eŽ concretizzata, abbiamo compreso quanto profondamente fossero legati, in lui, la vita e lŽespressione artistica. Abbiamo pensato di costituire il Fondo perché rischiavamo di perdere le opere e soprattutto la storia di un importantissimo artista contemporaneo: dobbiamo ringraziare MimiŽ Mazzone se si sono conservate finora, ma anche per aver fortemente voluto che rimanessero sul territorio del quale, ad un certo punto della sua vita, Bortoluzzi si dichiaroŽ figlio. Vogliamo studiare le sue opere, ma anche lŽuomo Bortoluzzi attraverso le tante persone che lo incontrarono nei decenni di vita sul Gargano: artisti, giornalisti, critici, collezionisti, ma anche abitanti del luogo, coi quali si fermava a conversare, spesso lasciando importanti insegnamenti di vita e dŽarte. Vogliamo anche raccontare i luoghi dove eŽ cresciuto, dove si eŽ formato alla Scuola del Bauhaus, dove ha trascorso lŽetaŽ matura. Lo faremo attraverso i ‘QuaderniŽ, strumento di analisi aperto ai contributi anche di altri studiosi che speriamo possano stimolare anche altri artisti e collezionisti a farci conoscere altre opere e testimonianze della vita di Bortoluzzi. La Fondazione Banca del Monte ha avuto il grande merito di non sgomentarsi davanti alla monumentalitaŽ dellŽopera da svolgere: studiare lŽopera omnia di un artista cosiŽ completo e complesso poteva scoraggiare. Invece si eŽ scelto un utile approccio: puntare sulle opere su carta, senza precipitarsi a realizzare uno studio complessivo, ma affrontandolo per temi. Salvare e valorizzare lŽopera di Bortoluzzi eŽ stata una scelta meritoria della Fondazione: quanti artisti importanti come lui hanno scelto la nostra terra per vivere e produrre i loro lavori? Pochissimi: prima di lui Joseph Beuys e dopo altri, come Romano Conversano. LŽomaggio a Bortoluzzi eŽ stato opportuno e quasi doveroso”.

Quanto alla scelta del tema e del titolo, ‘PersonaeŽ, eŽ toccato a Gaetano Cristino darne il senso.
“Ci eravamo chiesti”, ha detto, “se gli autoritratti, i ritratti e le maschere di Bortoluzzi potessero rendere unŽidea precisa del percorso artistico dellŽautore. Tra le opere che abbiamo esaminato cŽerano tantissimi autoritratti: la maggior parte appartengono al periodo iniziale della sua produzione artistica, dal 1924 agli anni delle persecuzioni naziste agli artisti del Bauhaus, cui aveva aderito. Allora, Bortoluzzi lascioŽ temporaneamente la pittura e si dedicoŽ al balletto e alle coreografie, con un grandissimo successo raccolto in teatri di tutto il mondo. Poi, un infortunio lo costrinse a ritirarsi dalle scene e riprese a dipingere. Nel 1958 Bortoluzzi scopriŽ lŽItalia e il Gargano e decise di trasferirsi sul Promontorio. A questo secondo periodo appartengono ancora molti autoritratti che, al bianco e nero degli anni giovanili, aggiungono lŽarricchimento degli studi sul colore. Scegliere gli autoritratti per la mostra, dunque, eŽ servito non solo a mostrare la grande tecnica di Bortoluzzi, ma anche a ricollegarsi alla sua biografia.

Abbiamo trovato due opere emblematiche di cioŽ che volevamo esprimere con questa mostra. Una si chiama ‘NarcissoŽ: in essa lŽartista si ritrae mentre si specchia nellŽacqua non per consumare solo la celebrazione estetica ma per annullarsi e risorgere con una maggiore conoscenza di sé. In questo si identifica il tema della problematicitaŽ dellŽesistenza e della ricerca dŽidentitaŽ ma anche –guardando le mani che cercano di eliminare la linea tra il volto e la sua immagine riflessa- il tema della tensione tra il reale e lŽideale, tra razionalitaŽ e senso. LŽaltra opera eŽ un acquerello intitolato ‘TraumŽ, sogno in tedesco. EŽ del 1930 e richiama unŽopera coeva di Klee. Rappresenta un profilo dellŽartista disteso, dormiente, rivolto verso il cielo, con il cuore che esce dal petto e raggiunge una stella. EŽ anche questa la rappresentazione della tensione tra ragione e istinto che eŽ alla base della ricerca di Bortoluzzi, ma eŽ anche espressione della cultura di quegli anni, impegnata, nel campo della psicanalisi, con Freud, nellŽinterpretazione del mondo dei sogni”.

Vedendo queste opere ci siamo convinti che in effetti era possibile rappresentare la vita di Bortoluzzi attraverso questi soggetti. Ma per completare la ricerca di sé, della conoscenza di sé -una ricerca costante e minuziosa, come rivela la iterazione ossessiva degli autoritratti, che differiscono spesso per piccoli particolari o cambiamenti di inclinazioni del profilo- cŽeŽ bisogno anche di una ricerca sullŽaltro. CosiŽ, si apre unŽaltra sezione della mostra: quella dei ritratti. Ritratti di amici, di artisti; qualche volta di personaggi importanti. CŽeŽ uno splendido acquerello in mostra, datato 1929, che eŽ un delicatissimo ritratto del maestro di Bortoluzzi, il grande Klee.

In questa ‘indagineŽ abbiamo voluto inserire anche le maschere, che rappresentano lŽultima sezione della mostra. Gli artisti che si sono formati nel Bauhaus usavano molto le maschere per accompagnare lŽespressione corporea. E il nome scelto per la mostra, ‘personaeŽ, alla latina, cioeŽ maschere, vuole esprimere le realizzazioni materiali dellŽartista ma anche la ricerca sulle identitaŽ.
La sezione eŽ introdotta da un acquerello del 1929, “Volti”, che ritrae alberi, che diventano gradualmente volti e poi maschere: la maschera eŽ vuota e si applica al volto per farle prendere vita; quindi, alla fine, sono le persone che animano le maschere o ‘personaeŽ, usandole per esprimersi anche con maggiore libertaŽ”.

Il Presidente Andretta ha proseguito ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile la nascita del Fondo, come MimiŽ Mazzone, ma anche chi ha operato quotidianamente alla realizzazione del progetto e allo studio delle opere, ma anche chi ha prestato il suo lavoro volontario per lŽallestimento della mostra: gli artisti foggiani del gruppo “Spazio 55”. “Anche questo”, ha detto, “eŽ un modo di mettersi a servizio della Cultura e dellŽArte”.

Andretta ha concluso ricordando lŽintenso lavoro di svolto dallŽufficio stampa che divulga le notizie su tutte le iniziative della Fondazione sia alle testate giornalistiche che direttamente al pubblico, tramite il sito internet (www.fondazionebdmfoggia.com) e il profilo facebook della Fondazione (nome: Fondazionebancadelmonte Domenico Siniscalco Ceci - indirizzo www.facebook.com/home.php?#!/profile.php?id=1510506877) e da qualche giorno, specificamente, le notizie sul Fondo Bortoluzzi attraverso un profilo Facebook dedicato (nome: Fondo Alfredo Bortoluzzi Foggia - indirizzo www.facebook.com/home.php?#!/profile.php?id=100001734742253).

La mostra rimarraŽ aperta fino al 9 gennaio 2011. Gli orari di galleria: 9-13; 17-20.
Chiusura nei giorni 24, 25, 26, 31 dicembre 2010 e 1, 2, 6 gennaio 2011. Apertura straordinaria: 9 gennaio 2011 dalle ore 9 alle ore 13.
Per informazioni: telef. 0881/ 712182.
 
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