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Inserita il: 28/03/2012

UNA MOSTRA SUI DISEGNI DELLA VIA CRUCIS DI BORTOLUZZI

I lavori preparatori delle opere donate alla chiesa matrice di Vico del Gargano e alla chiesa di S. Elia di Peschici
Si tratta della terza mostra dedicata allŽartista italo-tedesco con opere su carta tratte dal "Fondo Bortoluzzi".

ComŽeŽ noto, Alfredo Bortoluzzi realizzoŽ, proprio a partire dallŽincontro con il Gargano, numerosissime opere di ispirazione religiosa, tra cui la "Via Crucis" donata alla chiesa matrice di Vico del Gargano e quella donata, insieme ad altri dipinti, alla chiesa di S. Elia di Peschici.

Queste opere erano spesso lŽesito di lunghi studi preparatori. Sessanta di questi disegni, su fogli a volte disegnati da ambo i lati, sono ora in mostra, proprio in coincidenza con la Settimana Santa, nei locali della Fondazione. Essi attestano come Bortoluzzi, coniugando la tradizione classica con la modernitaŽ della lezione del Bauhaus, riesca ad esprimere in maniera incisiva ed originale la struggente sofferenza del Cristo ma anche la sua Resurrezione.

AllŽinaugurazione interverranno il Presidente della Fondazione, avv. Francesco Andretta, Don Giuseppe Clemente, giaŽ Arciprete della Chiesa Matrice di Peschici, e i curatori della mostra, Gaetano Cristino e Guido Pensato.

La mostra rimarraŽ aperta fino al 7 aprile 2012, escluso i giorni festivi.
Orari di apertura: 9-13; 17-20.


Alfredo Bortoluzzi (Karlsruhe, 1905 - Peschici, Foggia, 1995), pittore, ballerino e coreografo, nasce in Germania da genitori italiani. Frequenta dapprima lŽAccademia,di Karlsruhe e quindi, dal 1927 al 1930, il Bauhaus, a Dessau, dove ha come maestri Wassilii Kandinskij, Joseph Albers, Oskar Schlemmer e soprattutto Paul Klee. Tiene la sua prima mostra a Berlino, nel 1930. Nel 1933 partecipa alla Mostra degli artisti del Bauhaus a Dusseldorf, ma la collettiva viene vietata e sequestrata dai nazisti. Successivamente si dedica prevalentemente al balletto classico, occupandosi anche delle coreografie e delle scenografie. Apprezzato per questa sua attivitaŽ nei maggiori teatri europei, nel dopoguerra Bortoluzzi ritorna comunque alla pittura. Nel 1958, a seguito di un incidente, lascia la vita teatrale e, benché come pittore abbia giaŽ un mercato internazionale al piuŽ alto livello, con la consacrazione dei maggiori critici europei, si stabilisce definitivamente sul Gargano, a Peschici, trovando nello scenario garganico non solo una fonte inesauribile di ispirazione ma soprattutto “un approdo determinante ai fini della elaborazione del suo linguaggio maturo” (Carlo Munari).
 
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