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Inserita il: 23/03/2014

Colloquia 2014 - Le relazioni della prima giornata

Si eŽ parlato di paegaggio agrario, luoghi della cuccagna e orizzonti variabili dŽAfrica

Una prima giornata molto interessante, ieri, per la sesta edizione di Colloquia, il Festival delle Idee organizzato annualmente dalla Fondazione Banca del Monte di Foggia e dalla Biblioteca provinciale del capoluogo.


Dedicato ai “Luoghi”, in senso materiale, ma anche metaforico, anche quest’anno Colloquia coinvolge, come di consueto,  protagonisti del mondo culturale italiano.


Nei saluti iniziali, il Presidente della Fondazione, Saverio Russo e il Direttore della Biblioteca Franco Mercurio, hanno sottolineato l’importanza di una manifestazione che stimola la riflessione su temi profondi e, soprattutto, nasce dalla collaborazione di istituzioni diverse, cosa non comune nella realtà d’oggi.


Con la moderazione di Enrico Ciccarelli, ha aperto le relazioni il prof. Piero Bevilacqua, Ordinario di Storia contemporanea all’Università “La Sapienza” di Roma, che ha fatto notare come il paesaggio nelle varie zone d’Italia sia il frutto dell’azione dell’uomo, attraverso i sistemi agrari applicati e le relative tipologie insediative. Luoghi segnati dall’uomo e dall’agricoltura, insomma, con risultati che sono patrimonio storico, culturale e ambientale da salvaguardare.


Il prof. Massimo Montanari, Ordinario di Storia Medievale all’Università di Bologna, ha tracciato un profilo del paese della cuccagna, luogo immaginario di abbondanza, ozio e spensieratezza che ha attraversato la storia della letteratura e poi della pittura, di tutto il mondo, a partire dal XIII secolo. Un “non luogo” creato dal popolo meno abbiente in un’epoca in cui sfamarsi non era facile, ma restato oggi nell’immaginario collettivo anche tra persone che non fanno fatica a procurarsi da mangiare. A testimonianza dell’incapacità dell’uomo di relazionarsi con il cibo in maniera meno ansiosa.


L’antropologo Alberto Salza, ha parlato dei luoghi esaminando la concezione  dello spazio di molte popolazioni nomadi dell’Africa. Impegnato per anni, con le sue ricerche e l’impegno per l’affermazione dei diritti umani in quel continente, Salza ha parlato degli orizzonti mobili dei pastori migratori del Kalahari, in movimento continuo per assicurare sempre nuovi pascoli alle greggi e non sfruttare in modo distruttivo l’ambiente. Per questo, i nomadi non considerano solo i quattro punti cardinali, ma anche un quinto interno a ciascuno: il centro, che si muove con gli individui e genera sempre nuovi sistemi di riferimento. La definizione di un altro "luogo-non luogo" che ha chiuso la prima giornata di Colloquia 2014.

 
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