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Inserita il: 16/09/2014

“Il tesoro nascosto”: in mostra a Foggia le marionette di Canosa

Aspettando “Buck 2014”, la IV edizione del Festival della letteratura per ragazzi

La Fondazione Banca del Monte di Foggia ha organizzato -in collaborazione con l’Associazione “Granteatrino” di Bari e l’Associazione Dell’Aquila-Taccardi- la mostra intitolata  “Il tesoro nascosto. Le marionette di Canosa della Collezione Dell´Aquila-Taccardi - 1887/1991”.


In esposizione, gli storici capolavori artigianali che fanno parte della collezione della famiglia Dell’Aquila-Taccardi, attualmente conservate a Canosa.


 


L’esposizione è curata da Paolo Comentale, fondatore e direttore artistico della Compagnia “Granteatrino”, e rappresenta una “anteprima” della quarta edizione di “Buck”, il Festival della letteratura per ragazzi. L’ormai tradizionale appuntamento dedicato ai più piccoli ed organizzato dalla Fondazione in collaborazione con la Biblioteca Provinciale “Magna Capitana” e il Comune di Foggia, quest’anno è in programma dal 12 al 19 ottobre.


 


La mostra delle marionette di Canosa sarà inaugurata venerdì 19 settembre, alle 18.30, nella sede della Fondazione Banca del Monte, in via Arpi 152 a Foggia.


Ad illustrare le caratteristiche dell’importanza della collezione e del materiale esposto a Foggia, il presidente della Fondazione, prof. Saverio Russo, e il curatore Paolo Comentale.


 


La mostra resterà aperta dal 19 settembre al 4 ottobre 2014.


Orari: da lunedì a venerdì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20.


 


 


Dalla brochure dell’evento, la descrizione della mostra:


 


«IL TESORO NASCOSTO: 


Le marionette di Canosa (1877-1991) dalla collezione Dell´Aquila-Taccardi


A Canosa di Puglia un tesoro sepolto attende che mani laboriose sappiano riportarlo alla luce. Si tratta dell´esposizione di antiche marionette appartenenti alla collezione della famiglia Dell´Aquila-Taccardi: un vero tesoro testimone dell´unica tradizione marionettistica pugliese che, in un lungo viaggio nel tempo e nel mondo non solo pugliese, è giunto miracolosamente fino ai giorni nostri. La storia della compagnia inizia nel 1877 quando Lorenzo Dell´Aquila, il capostipite, scopre a Napoli, per caso, l´Opera dei Pupi: ne nasce un amore immediato e travolgente che conferisce un´impronta indelebile alla sua vita. Tra Lorenzo e i pupi sboccia un amore travolgente che segnerà tutta la sua esistenza. Acquista i primi rudimentali pupi di legno e latta e inizia a girare tutta la Puglia, portando alle genti semplici dei paesi le gesta di Orlando e Rinaldo. Nasce così una professione, un mestiere che Lorenzo trasmetterà ai suoi nove figli.


In quegli anni il mestiere di puparo portava fortuna economica, anche se il lavoro era molto pesante. Gli spettacoli duravano fino a tre ore e il pubblico a volte pagava anche in natura. Sono i tempi nei quali l´unico teatro del popolo è quello: il teatro dei pupi.


Con Ruggero dell´Aquila, figlio di Lorenzo, dopo il primo conflitto mondiale, nasce il teatro stabile a Canosa e le marionette sviluppano il loro patrimonio drammaturgico, autentica ricchezza della famiglia.


I Dell´Aquila diverranno artefici di una originale scuola teatrale differente sia da quella siciliana che da quella napoletana.


Durante lo spettacolo, dietro le quinte, lavoravano fino a otto pupari che incantavano il pubblico popolare con il fascino delle grandi opere letterarie, il pathos di storie legate alla vita dei Santi, il ricordo di grandi eventi epici locali e nazionali. Il tutto sapientemente condito dal divertimento assicurato dai lazzi di Pulcinella.


Accanto agli avvenimenti pugliesi come La disfida di Barletta, venivano messi in scena i classici della letteratura italiana rinascimentale, scritti da Ruggero Dell’Aquila. Ricordiamo la Morte di Clorinda dalla "Gerusalemme Liberata" del Tasso, La sfida di tre contro tre all´isola di Lampedusa tratto dall´Orlando Furioso" dell’Ariosto. Sono ancora gelosamente conservati molti copioni, tutti manoscritti, che, a partire dal 1898 fino all´immediato dopoguerra, danno una visione chiara dell´enorme repertorio che una compagnia marionettistica era in grado di padroneggiare in tempi nei quali contava solo il gradimento del pubblico.


Un esercito sterminato di pupi armati attende oggi una seria opera di rivalutazione complessiva. E un patrimonio unico, importante e prezioso, un vero tesoro che deve essere salvaguardato e rivalutato, conferendogli il giusto rilievo nazionale ed internazionale».


 

 
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